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|  Il ct all'indomani dell'eliminazione dalla Confederations Cup: «Ora ho le idee chiare, sui vecchi come sui nuovi. Non ho mai detto che questo è il gruppo che porterò ai Mondiali» «Non abbiamo dato una bella immagine, forse è il momento più brutto almeno da quando sono io ct». Lo ha detto Marcello Lippi, all'indomani dell'eliminazione dalla Confederations. «Prendiamo degli schiaffi e torniamo ha casa - ha detto il ct azzurro - Ma la ricostruzione della nazionale è in corso. Io non avevo mai detto che era completata, e che questi sono i giocatori e con questi andiamo ai Mondiali. Quando le cose vanno male, si prende atto e si adottano le misure. Non sono venuto qui con gli occhi foderati di prosciutto - ha aggiunto Lippi - Nessuno aveva mai detto che il rinnovamento era concluso. Io mai, me ne dovete dare atto. Quando sono tornato sulla panchina della nazionale ho cominciato un'opera di ricostruzione, c'erano i veterani e ho ritenuto fondamentale il loro apporto per la qualificazione. Ora c'è tanta chiarezza nella mia testa, mi sono reso conto di tante cose. Nomi non ne faccio, ma ho tratto le mie conclusioni. E non riguardano solo i 'vecchi', ora ho le idee più chiare anche sui nuovi. Modulo? In certe situazioni soffriamo, e serve una disposizione più equilibrata» CRISI TECNICA? SERIE A SI IMPOVERISCE - «Crisi tecnica del calcio italiano? Certo, leggere ogni giornio che Kakà va via, che Pirlo è cedibile, che Maicon vuole andare, dà una sensazione di impoverimento. E se poi si aggiunge che la nazionale italiana in questo momento non dà una bella immagine...». È un Marcello Lippi amaro quello che il giorno dopo il ko con il Brasile commenta il momento del calcio italiano. Senza mai acconsentire all'idea di una vera e propria crisi, il commissario tecnico azzurro ha parlato di 'ridimensionamento', e non solo riferito al campionato. «Pensavate che dopo aver vinto il Mondiale l'Italia avrebbe vinto la Confederations e rivinto il Mondiale 2010? Nel calcio si passa anche attraverso ridimensionamenti. Personalmente, in vista del prossimo mondiale, non sono preoccupato, ma amareggiato»,1 |
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